UNA VOCAZIONE TURISTICA ANTICA

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ALBERGHI E VILLE PER VACANZE ALL'INSEGNA DEL RELAX

 

L'affermazione turistica del Piambello fu dovuta a diversi fattori: oltre alla natura del paesaggio, sereno ed invitante, il clima è particolarmente salubre poiché caratterizzato da un basso grado di umidità e dall'azione mitigatrice del lago, che fa sì che gli inverni siano miti e le estati fresche. Non ultima, l'ospitalità degli abitanti, ha favorito, già a finire dell'Ottocento, lo sviluppo di un turismo d'élite, con la costruzione di grandi alberghi: il "Viggiù", il "Milano" a Saltrio, il "Piambello" a Boarezzo, il "Gambero" alle grotte di Valganna, il "Grande Albergo" di Marchirolo, solo per citarne alcuni. Nel 1912 venne inaugurato a Viggiù il Grand Hotel delle Prealpi, classificato all'epoca di 2^ categoria. Quello di Viggiù era uno degli alberghi che, nei primi decenni del Novecento, accoglievano i numerosi villeggianti che durante la stagione estiva ed autunnale erano soliti trascorrere le vacanze in zona.

 

Il "Piambello", a Boarezzo di Valganna, disponeva di 70 camere mentre la sala da pranzo poteva ospitare oltre 200 persone; nel parco si poteva usufruire del campo da tennis e del campo da bocce. L'albergo ebbe grande popolarità tra gli anni '30 e la seconda guerra mondiale: le sue camere erano sempre piene nel periodo estivo, mentre durante il periodo invernale parecchi ospiti si fermavano per un fine settimana, magari nevoso....

Sorsero anche nuove residenze private destinate ai periodi di villeggiatura che potevano durare da aprile a ottobre; gli ospiti degli alberghi e i proprietari delle ville provenivano in maggior parte da Milano e dal Varesotto.

 

Albergo_di_Viggiu

Cartolina storica dell'albergo di Viggiù, da: Ferrario, Varese: trionfo del liberty, Macchione, Varese 2003.

 

Albergo_di_Boarezzo

L'albergo Piambello a Boarezzo. Dal sito Valganna.info
 


IN VIAGGIO SUI TRENINI DEL PIAMBELLO

 

L'apertura vera e propria al turismo cosiddetto "di massa" si ebbe però nei primi anni del Novecento con lo sviluppo della tramvia elettrica a scartamento ridotto "della Valganna", che aveva come obiettivo collegare Varese a Luino, sul Lago Maggiore. La prima ferrovia attiva nell'area era stata, nel 1885, la ferrovia a vapore Luino-Ponte Tresa che effettuava fermate intermedie a Creva e Cremenaga; la Varese-Porto Ceresio, fu invece inaugurata nel 1894.

Per quanto riguarda la "Tramvia della Valganna", nel 1903 fu aperto al pubblico da parte della SVIE il primo tronco della linea Varese-Luino (Varese-Ghirla), con "quattro coppie di treni al giorno". La partenza era fissata a Varese, in zona Bettole e il tram fermava alla fontana degli ammalati di Induno, alle grotte di Valganna, a Ganna e a Ghirla, presso l'attuale stazione dei bus. Il secondo tronco (Ghirla-Luino) fu aperto nel 1905 e fermava a Cunardo, Camadrino e altre località della Valcuvia. Nel 1914 la rete si dotò di un ulteriore tracciato che da Ghirla giungeva a Ponte Tresa (fermate a Cugliate, Marchirolo, Arbizzo-Viconago-Cadegliano, Lavena). Da Ponte Tresa, col traghetto, era possibile giungere direttamente a Lugano.

Più recentemente venne messa in funzione la tramvia elettrica che effettuava le corse dalla stazione di Bisuschio sino in cima a Viggiù: fu in esercizio dal 1912 al 1951 ed era utilizzata sia per passeggeri che per trasporto merci.

Nell'ambito del progetto di collegare il sud del Varesotto a Mendrisio, nel 1926, la già esistente tratta ferroviaria Castellanza-Malnate fu prolungata sino a Stabio, in Svizzera: una delle nuove fermate del "treno della Valmorea" era a Cantello: solo 12 anni dopo, la linea ferroviaria fu ridimensionata.

Le tramvie contribuirono a incrementare le potenzialità commerciali della zona, e ricoprirono un ruolo decisivo nello sviluppo turistico dell'epoca, orientato verso luoghi adatti ad una villeggiatura rilassante da spendere fra la bellezza di laghi e montagne e fuori dai centri urbani.

Tra il 1953 e il 55, la tramvia della Valganna fu progressivamente sostituita dal trasporto su gomma e gli autobus presero il posto dei tram. Oggi la pista ciclopedonale che collega la Valganna a Ponte Tresa, costeggia, per alcuni tratti, i binari dell'ex tranvia.

Tramvia_Bisuschio-Viggiu

Il tram della linea Bisuschio - Viggiù in transito su viale Milano, a fianco della chiesa di Santo Stefano a Viggiù. Cartolina d'epoca tratta da: Gattoni G., Viggiù, Saltrio, Clivio: i ricordi più belli, Macchione, Varese 2002.

 

Stazione_di_Ghirla
La fermata di Ghirla. Arrivando qui da Varese, si poteva proseguire per Luino o per Ponte Tresa. Foto dal sito Valganna.info


L'IRRIPETIBILE AVVENTURA DEL VILLAGGIO ALPINO

"Un breve viaggio in Valganna, a 1.000 metri d'altezza in prossimità del monte Piambello dove sorge un asilo di serenità e di letizia per l'infanzia povera: è il Villaggio alpino fondato dalla Consociazione Turistica Italiana 20 anni or sono".

Video "Giornale Luce" 06/08/1940, da Archivioluce.com


Il Villaggio alpino del Touring Club Italiano (all'epoca "Consociazione Turistica Italiana"), che si trovava sul monte Piambello, a circa 1.000 metri, nacque alla fine della I guerra mondiale per ospitare bambini orfani di guerra, bisognosi o figli di combattenti.

Fu costruito su iniziativa di Luigi Vittorio Bertarelli, grazie alle donazioni di benefattori privati e soci del Touring Club Italiano; il terreno su cui sorgeva la struttura fu donato dal comm. Chini di Ganna.

I bimbi trascorrevano sul Piambello la villeggiatura, che durava un mese, sia in estate che in inverno: questa per loro rappresentava un'occasione per giocare, studiare e trascorrere periodi felici nel verde.

All'interno della struttura c'era tutto il necessario per ospitare i bambini anche per periodi lunghi: il refettorio, i dormitori, la chiesetta e un padiglione-ospedaletto.

Nell'estate del 1921 arrivò la prima comitiva di 50 bambini da Milano; erano seguiti dalle "mammine", educatrici volontarie che prestavano servizio al villaggio. Il villaggio nel corso degli anni il villaggio si ampliò: nell'estate del '22, sempre grazie alle donazioni dei benefattori, si dotò di illuminazione, docce, orto, stalla per le mucche, lavanderia e cinematografo. Successivamente, nel 1928, fu dotato di un edificio per la scuola e di un secondo acquedotto.

Nelle domeniche d'estate i bambini erano soliti fare delle gite al Monte Piambello, all'Alpe del Tedesco o al Belvedere di Marzio; i più grandicelli raggiungevano perfino la Vetta del Poncione di Ganna. In inverno, potevano divertirsi sulla neve con sci e slittini. Durante la settimana, le giornate si aprivano con la preghiera alla cappella e la colazione al refettorio, seguono poi i giochi e la passeggiate all'aperto, i bagni di sole e la ginnastica ritmica.

Il villaggio alpino venne chiuso alla fine degli anni ottanta e, in 30 anni di attività, ospitò circa 12.000 bimbi.

 

Per approfondire:

  • Paolo Ricciardi di Valganna.info racconta all'emittente tv LA6 la storia del Villaggio Alpino del Monte Piambello

Girotondo_di_bimbi_al_villaggio_alpino
Bambini al villaggio alpino TCI di Valganna, 1953. 

 

Bimbi_alla_fontana

Bimbi intorno alla fontana, agosto 1951. Questa e la precedente foto sono tratte da: Ricciardi P., Il villaggio alpino del Touring Club al monte Piambello: la più bella storia della Valganna, Macchione, Varese 2009.

 

Villaggio_Alpino_della_Consociazione_Turistica_Italiana
Il villaggio alpino così come rappresentato in Laghi prealpini, TCI, Milano 1954.


IERI E OGGI..... SPORT PER TUTTI I GUSTI

In passato, la tradizione popolare individuava la Valganna e la Valmarchirolo come le "Giazzere" (le ghiacciaie) del Varesotto. Il lago di Ghirla è infatti ubicato in una fredda vallata, dove le temperature in inverno scendono sotto lo zero: si forma così uno spesso strato di ghiaccio che ha attirato, già dai primi del Novecento, centinaia di pattinatori dilettanti, sia da Varese che dalla più lontana Milano.

Si ha notizia di una gara di velocità disputata nel 1890 sul lago di Ghirla mentre nel 1914 furono proprio le superfici ghiacciate del lago varesino ad ospitare i primi campionati italiani di specialità (artistico e velocità). Nei primi del Novecento, il Club Pattinatori di Varese aveva allestito sulle rive un punto ristoro, che raggiungeva con il "trenino" della Valganna.

 

"Il laghetto di Ghirla [...], a piena naturale d'inverno gela e forma la delizia dei pattinatori che vi accorrono specialmente da Varese e Milano".

Battaini P., Magrini G.B., Vaccari G., Gribaudi P., La Nuova Italia: dizionario amministrativo, statistico, industriale, commerciale dei Comuni del Regno e dei principali paesi d'Italia, vol. I (A-E), Vallardi, Milano 1908, pp. 535.

 

Nello stesso periodo, poco dopo le grotte di Valganna fu costruito uno chalet di tipo svizzero per accogliere i frequentatori di uno dei più importanti campi da golf d'Europa. A Ghirla, venne aperto un altro chalet, con l'allettante nome di "Eden" che fu ben presto affollato di pattinatori, nuotatori e canottieri. In particolare, ebbero qui luogo gare di canottaggio nei primi anni del 900, a volte con risonanza nazionale: si ricordino, ad esempio, le regate nazionali svoltesi a Ghirla nell'agosto del 1908, sotto l'egida del R. Rowing Club Italiano e della Gazzetta dello Sport.

Nel Piambello le proposte sportive sono ancora oggi molteplici: a Cunardo, ad esempio, è possibile praticare sci di fondo, intorno alla baita del fondista, presso cui si snodano piste per tutte le esigenze: per principianti ed esperti, dai 3 ai 15 km. Due cannoni sparaneve garantiscono un perfetto innevamento anche in assenza di neve naturale. L'illuminazione notturna per due giorni alla settimana, la possibilità di noleggiare gli sci, gli spogliatoi, le docce, il locale ristoro e una serie di maestri di sci qualificati Fisi completano una ricca offerta, paragonabile a quella degli impianti di montagna.

A 6 km da Cunardo, in alta Valganna, si trova inoltre il Percorso del Piambello, realizzato dalla Comunità Montana nel 2000. Vi si accede comodamente dalla strada, un tempo militare, che conduce all'ex Villaggio T.C.I. e che sale da Ganna o da Ghirla. I 4 chilometri di pista sono molto impegnativi e il percorso sciistico è libero e senza assistenza: si invitano dunque gli appassionati ad affrontare il percorso muniti di idonea attrezzatura sportiva, prestando sempre la massima attenzione.

Pattinatori_sul_lago_di_Ghirla
Turisti che pattinano sul lago di Ghirla, anni '30-40 del Novecento. 

 

Monte_Mondonico_innevato
Nevicata sul Monte Mondonico, prima metà del Novecento. Dal sito: Valganna.info