LE ACQUE

E-mail Stampa PDF

IL TERRITORIO DEL PIAMBELLO

L'acqua è un fondamentale elemento naturale del paesaggio nella zona, sia distesa nei grandi specchi dei laghi, sia  tumultuosa e rumoreggiante negli orridi e negli anfratti dei gradini glaciali, sia ancora raccolta e regolata negli alvei dei fiumi. La sua presenza, oltre ad influire sul microclima e sulla vegetazione, arricchisce lo scenario, attenuando la  severità dei rilievi, delineando linee di fuga orizzontali sui divergenti profili dei monti.

I principali corsi d'acqua della regione del Piambello, oltre al lago Ceresio, sono il fiume Tresa ed il torrente Margorabbia, oltre che altri rii di modeste dimensioni. Due sono i bacini più importanti: il lago di Ganna e quello di Ghirla.

Il Margorabbia nasce in Valganna (loc. Ponte Inverso) ed attraversa come immissario ed emissario il lago di Ganna e lago di Ghirla; verso Cunardo, si inabissa in un vasto complesso di caverne e cunicoli di origine carsica conosciuto come "Orrido di Cunardo". Il fiume si congiunge alla Tresa pochi metri prima dell'immissione di quest'ultima nel Lago Maggiore. Lungo il suo corso sono sorte in passato diverse attività manifatturiere come il maglio di Ghirla ed il mulino Rigamonti. Il Margorabbia costituisce uno dei bacini idrografici più ampi dell'intera provincia e accoglie le acque di una delle zone più piovose del territorio.

Il fiume Tresa nasce come emissario del lago Ceresio e segna, per 7 km, il confine tra l'Italia e la Svizzera; si getta, alla fine del suo corso, nel lago Maggiore.

Il lago di Ganna è ubicato in una zona boscosa, a circa 450 metri d'altitudine ed offre dal punto di vista naturalistico motivi di notevole interesse per la sopravvivenza di flora e fauna che si erano sviluppati durante l'epoca glaciale e che oggi costituiscono delle specie rare, conservatesi grazie alle particolari condizioni ambientali della valle. Per questo motivo il lago e la adiacente torbiera del Pralugano costituiscono, dal 1984, Riserva Naturale Orientata della Regione Lombardia.

Il lago di Ghirla, di origine glaciale, pur non avendo attualmente motivi di interesse naturalistico a causa di seri problemi di eutrofizzazione, rappresentava ai primi del Novecento una famosa meta turistica, grazie alla glaciazione invernale che permetteva di praticare il pattinaggio.

Da sottolineare che tre delle fonti minori del fiume Olona si originano nella Valganna.

Il Ceresio (o lago di Lugano) è un lago fluvio- glaciale terminale che ricopre una superficie totale di 48,9 kmq, di cui il 37% è ubicato in territorio italiano (province di Varese e Como). Si contraddistingue per la forma particolare, a forma di "S" rovesciata ed è composto dal ramo di Ponte Tresa, dal ramo di Capolago (Svizzera), dal ramo di Lugano e dal ramo di Porlezza (CO).

Il_lago_a_Porto_Ceresio

Panorama del lago da Porto Ceresio.
 

Torrente_Cavallizza

Il torrente Cavallizza, a Cavagnano. 


 

 

 

 

 

 

LE FONTI DELLA SALUTE

La Fontana degli ammalati è una delle sorgenti del fiume Olona. Le virtù delle sue acque erano state notate nel 1867 da Giuseppe Papis, medico onorario del Fatebenefratelli di Milano che ne declamava le qualità e proponeva che venisse imbottigliata e resa disponibile ai milanesi.

In realtà ad essa si attingeva già da lungo tempo, certi delle sue capacità curative. Era molto famosa non solo nel circondario ma persino a Milano per i suoi effetti definiti "miracolosi" e si dice che già nel Medioevo fosse conosciuta. In estate si verificava il pellegrinaggio dei varesini e dei forestieri alla fontana: chi per berne l'acqua e portarne via qualche bottiglia; chi per godere la frescura della valle e ammirare le gallerie che la mettevano in comunicazione con le vie d'accesso ai laghi di Lugano.

Una delle fermate facoltative della tramvia della Valganna era infatti la fontana, dove si usava fare una sosta di ristoro.


"Questa fontana sgorga, perenne e con grosso getto, ai piedi di un masso per una fenditura quasi circolare, e corre veloce nella sottoposta valletta, per congiungersi coll'Olona. E' un'acqua freschissima, limpida, cristallina ed assai leggiera, che bevesi con piacere e con ristoro del viandante. Il nome dato ab antico a quel getto d'acqua, e che tuttora conserva, parrebbe indicare l'efficacia di essa a richiamar la salute in chi l'ha perduta; ma un'analisi accurata ha dimostrato che ciò non sussiste; è un'eccellente acqua, ma ha nulla a che fare collo speziale."

Brambilla L., Varese e il suo circondario, Ubicini, Varese 1874.


Nel 1877 Angelo Poretti acquistò la sorgente e impiantò in Valganna il primo stabilimento in Italia per la fabbricazione di birra Pils: l'acqua della "fontana degli ammalati" diventò l'ingrediente principale della sua birra. Tuttora, la sorgente da cui scaturisce la preziosa acqua è inglobata all'interno del Birrificio Poretti. Le ipotetiche virtù taumaturgiche delle acque del Piambello, non vanno ricercate unicamente nella storia della fontana degli ammalati: in precedenza, anche alla fonte di Gemolo a Ganna vennero attribuite capacità curative, le quali giustificavano pellegrinaggi, riti processionali e feste. Peregrini si mettevano in cammino dalla Lombardia, Liguria e Piemonte per raccogliere l'acqua miracolosa da spargere poi nei campi afflitti da siccità.

In "Varese e il suo circondario", Brambilla riporta che, "nell'estate del 1696, continuando la siccità, si fa (da Varese) una solenne processione generale per lo spargimento delle acque di San Gemolo, ritenuto mezzo potente per impetrare dal cielo la pioggia".

La notorietà della fonte si rafforzò grazie a quello che veniva interpretato come il "miracolo dei sassi rossi" secondo cui la fonte stessa genererebbe le gocce di sangue di san Gemolo, in ricordo del suo martirio. I sassi rossi in passato erano raccolti e considerati delle vere e proprie reliquie dalle virtù medicinali.

Molte altre sorgenti erano note agli abitanti del Piambello per la bontà delle loro acque: il fontanone di Marchirolo, il fontanino di Marzio, la sorgente di Ardena, che la leggenda vuole fosse in grado di indicare attraverso la portata del flusso d'acqua il bello e il cattivo tempo.

Ancora oggi numerose sorgenti sono indicate dalla cartografia e in molti casi le loro acque sono captate per fini idropotabili.

 

Per approfondire:

Fontana_degli_ammalati

Una fresca bevuta alla fontana degli ammalati, cartolina d’epoca. Da: Valganna.info.

 

Fonte_di_San_Lorenzo

Fontana di San Lorenzo, a Cantello.

Da: www.comune.cantello.va.it. 


Fonte_di_San_Gemolo

Fonte di San Gemolo, Valganna. Da: Fabbri M. (a cura di), Tra le acque nei monti: guida alla natura del sito di importanza comunitaria Lago di Ganna, Bardelli, Albizzate 2007.