CHIESA DI S. FEDELE E B.V. DEL CARMINE DI AVIGNO – CADEGLIANO VICONAGO

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La parrocchiale di Avigno, intitolata inizialmente a San Fedele ed in seguito anche alla Beata Vergine del Carmine, è una piccola chiesa posta in straordinaria posizione panoramica ai confini con la Svizzera e caratterizzata per la presenza di uno dei campanili romanici più antichi della Provincia di Varese.

L'edificio si presenta all'esterno come un'aula rettangolare fornita di abside quadrata, con campanile incorporato sulla destra e sacrestia sulla sinistra. Evidente è il contrasto tra la rude bellezza della pietra a vista del vetusto campanile romanico e le pareti intonacate ed imbiancate del corpo principale, che ha subito un quasi totale rifacimento in epoca seicentesca, con successive modifiche nel XIX secolo per la trasformazione del tetto e la contemporanea aggiunta della sacrestia. La navata è coperta con volta ribassata in mattoni, mentre l'arco santo e l'abside sono voltate a tutto sesto con lastre di pietra.

La più antica documentazione dell'esistenza della Chiesa di Avigno, in origine appartenente alla pieve di Agno, è rappresentata da una pergamena redatta a Sessa nel 1352, in occasione di un raduno di clero e di custodi o sacrestani, detti anche monaci: nel documento viene citato "Bono di Avigno, monaco di San Fedele".

Una fortunata ricerca presso l'archivio parrocchiale di Viconago, ha dato conferma della trasformazione radicale della navata, e parzialmente dell'abside in un periodo compreso tra gli anni 1624 e 1681. Al termine dei lavori il titolo originario di S. Fedele venne  affiancato a quello della Beata Vergine del Carmine, come dimostra chiaramente l'affresco popolare sovrastante l'altare, in cui il pittore, non senza una punta di malcelata rassegnazione, ha rappresentato il soldato San Fedele in primo piano, ma inginocchiato davanti alla Vergine con il Bambino che mostra il classico scapolare. Al periodo 1850-1880 sono da attribuire, sempre secondo la tradizione locale, la costruzione della sacrestia e della volta in mattoni della navata.

A documentare l'alta antichità dell'originaria costruzione, rimane pertanto il solo campanile romanico, databile tra il 1050-1075. Il fusto della torre - slanciato e leggermente rastremato alla sommità - è composto da cinque piani con larghe lesene, quattro specchiature per lato, di cui le prime tre ad archetti trinati e feritoie, la quarta ad archetti binati e monofora e l'ultimo piano a bifore con doppia ghiera non molto uniformi. Tutte le aperture sono a spalle rette; le murature sono eseguite in pietra locale, con predominanza di serizzo, qualche grosso ciottolo di quarzite e rari conci di porfiroide rosso. Sono evidenti i segni di restauro a partire dal piano delle monofore; qua e là compaiono mattoni e frammenti di tegole, che emergono da intonaci e strutture rifatte. Il tetto, di forma piramidale e probabilmente originale, è realizzato con lastre di beola. Un'attenta osservazione degli intonaci residui ha permesso di scoprire lacerti di decorazione geometrica ad affresco, fortemente colorati in rosso, sia nel sottogronda che nelle ghiere delle bifore e che potrebbero rappresentare l'imitazione di una decorazione precedente ed originale, secondo schemi piuttosto rari nei monumenti dell'XI secolo.

 

UBICAZIONE

Via Cesare Battisti - località Avigno, Comune di Cadegliano Viconago (VA).

 

PER APPROFONDIRE

  • Frecchiami M., Avigno in Valle Tresa. Note storiche e artistiche in "Tracce", anno IV, n 1/ gennaio 1983, pp. 51-61, Ediba Varese.

 

 

 

 

 

Chiesa_di_Avigno_esterni

Veduta esterna della chiesa.

 

Avigno_cimitero

Il cimitero e la chiesa di Avigno.

 

Chiesa_di_Avigno_cartolina_di_epoca

Cartolina d'epoca raffigurante la chiesa di Avigno e parte della Valle della Tresa.

 

Campanile_Avigno

Il campanile di Avigno, in un'immagine risalente agli anni '60 del Novecento. Da: Finocchi A., Architettura romanica nel territorio di Varese, Bramante, Milano 1966.

 

affresco_San_Fedele

Affresco che rappresenta San Fedele con la Vergine e il bambino. Dalla rivista "Tracce", anno IV, n 1/ gennaio 1983.