BADIA DI GANNA - VALGANNA

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GEMOLO, IL SANTO DELLA VALGANNA

La badia di Ganna ebbe origine nella seconda metà dell'XI secolo e la sua storia è legata alla figura del giovane martire San Gemolo. La principale fonte documentaria che ha permesso la ricostruzione della vita del santo è la Memoria Sancti Gemuli, contenuta nel manoscritto Liber Notitiae Sanctorum Mediolani: essa narra, tra le altre cose, l'episodio risalente alla prima metà dell'XI sec., che portò alla morte di Gemolo, avvenuta mentre il giovane  accompagnava lo zio vescovo, in viaggio da nord verso Roma. Messo in guardia circa la presenza di banditi nella zona, lo zio affidò al nipote la custodia dell'accampamento. Durante la notte il cavallo del vescovo e delle suppellettili furono trafugati da alcuni briganti: accortosi dell'accaduto, Gemolo si diede al loro inseguimento in sella al suo cavallo, accompagnato dal compagno Imerio. Una volta raggiunti i malfattori nel cuore della Valganna, presso una fonte, fu invocata, in nome di Dio, la restituzione del maltolto: i due giovani subirono però un netto rifiuto e Gemolo fu colpito con un fendente che gli mozzò il capo. Dopo essere caduto a terra, miracolosamente, il corpo di Gemolo si rialzò, raccolse la propria testa e rimontò a cavallo dirigendosi verso l'accampamento. Imerio venne pugnalato ma riuscì a fuggire fino a Bosto (Varese) dove morì e fu sepolto. Lo stesso Vescovo volle seppellire il nipote sulla piccola altura alle pendici del Mondonico, presso cui sopraggiunse la sua morte ed affidò la cura della tomba ad alcuni pastori della valle.

Nella Memoria Sancti Gemuli, Goffredo da Bussero riferisce, ancora, alcuni particolari interessanti circa la costruzione di una chiesetta per ordine del Vescovo, alcuni anni dopo la morte di San Gemolo. In seguito, nel 1095, Atto, Arderico ed Ingizzo, diaconi del clero milanese, ottennero dall'arcivescovo di Milano Arnolfo III il permesso di costituire un ospedale-monastero benedettino, là dove già sorgeva la chiesa dedicata a Gemolo: i monaci di Ganna, forse già affiliati alla riforma cluniacense della grande famiglia benedettina, avviarono con fervore la costruzione di alcuni fabbricati indispensabili per vivere secondo lo spirito della regola di San Benedetto e la bonifica della valle per prosciugare le paludi che circondavano le nuove costruzioni. Cultori della liturgia, essenza dello spirito cluniacense, i monaci avvertirono la necessità di disporre di una chiesa più spaziosa e ampliarono la preesistente, che nel 1160 fu consacrata dall'arcivescovo milanese Uberto II da Pirovano. Il posto eminente che il cenobio di San Gemolo ha occupato nel suo tempo è testimoniato dalle grandi donazioni e lasciti che lo hanno arricchito: poco si conosce dell'amministrazione e rendita dell'immensa proprietà del monastero, comunemente chiamata Terrae Sancti Gemuli, che comprendeva tutta la Valganna e parte della Val Marchirolo e Valcuvia. I monaci non esercitarono però su queste terre solo il dominio temporale ma soprattutto quello spirituale, legando con vincoli sinceri di devota affezione gli abitanti alla Badia; infatti anche alla loro scomparsa i figli di queste terre continueranno a pellegrinare devotamente fino all'inizio del secolo scorso alla tomba di San Gemolo per invocarne l'aiuto.

Le fortune di San Gemolo cominciarono a declinare nella seconda metà del Quattrocento, quando anche la Badia di Ganna, al pari della quasi totalità dei monasteri benedettini, fu eretta in "commenda", istituto che prevedeva l'assegnazione del beneficio ecclesiastico a un funzionario di nomina pontificia, di frequente estraneo alle comunità e alle loro esigenze. Questi ne godeva le rendite, amministrandole spesso per proprio tornaconto, tanto che la commenda portò alla rovina numerosi cenobi. L'estensione delle sue proprietà rendeva l'abbazia un bottino alquanto appetibile, come dimostra l'interesse della famiglia Sforza, che ottenne la commenda, mantenendola tra alterne vicende, per circa mezzo secolo. Tali avvicendamenti resero sempre più precaria la vita della comunità dei monaci, la cui situazione fu ulteriormente aggravata nel novembre 1511, quando l'edificio fu incendiato e saccheggiato da truppe svizzere delle Lega Santa, di passaggio nella Valganna-Valmarchirolo. Nel 1556, l'ultimo commendatario, il Card. Giovanni Angelo Medici, cedette la chiesa di Ganna all'Ospedale Maggiore di Milano. Divenuto ormai il possesso della Badia, per diversi motivi, più di peso che di vantaggio all'Ospedale, l'amministrazione pensò di disfarsene: nel 1825 la Santa Sede ne concesse l'alienazione a privati, che trasformarono refettorio, dormitorio e foresteria in edifici ad uso agricolo.

 

COMPLESSO ARCHITETTONICO

La chiesa originaria dedicata a san Gemolo, sorse intorno all'XI secolo: la struttura originaria era probabilmente a navata unica (corrispondente a quella centrale odierna); verosimilmente l'ampliamento a tre navate avvenne dopo l'arrivo a Ganna dei tre chierici.

Attualmente la chiesa appare come un edificio a tre navate con presbiterio quadrato, cappelle laterali ed affreschi risalenti a diverse epoche e frutto dei rimaneggiamenti susseguitisi dal XV secolo. Il campanile romanico, fra i più belli del Varesotto, potrebbe essere stato eretto in occasione della consacrazione della chiesa, avvenuta nel 1160: esso presenta le classiche lesene con cornici munite di archetti ciechi, ricorrenti nei campanili lombardi di quest'epoca; è inoltre costruito con pietra porfiroide rossastra del vicino monte Mondonico, alternata all'arenaria grigia estratta dall'Antro delle Gallerie, presso l'Alpe Cuseglio.

Il complesso monastico è completato da due chiostri: quello sul lato est, dall'inusuale forma pentagonale, presenta robusti pilastri a base ottagonale in cotto e archi a sesto acuto. Esso è ascrivibile, per tre lati, alla prima metà del XIII sec. Il secondo chiostro, quello gotico, venne realizzato nel XV secolo e faceva parte dell'antica foresteria.

All'interno della chiesa, ridecorata nel Seicento, sono presenti interessanti affreschi tre-quattrocenteschi tra i quali si segnalano, sulla controfacciata, il Martirio di S. Gemolo (fine sec. XIV), e, nella navata destra, la Madonna della Misericordia (fine sec. XV), il Cristo Re (metà sec. XIV) e le Figure di profeti (prima metà XV sec.).


Dal 2010 la Badia ospita al suo interno il piccolo museo dedicato alla tradizione della lavorazione della ceramica di Ghirla e della Valcuvia.

Oggi la Badia, acquisita e in parte restaurata dalla Provincia di Varese, ospita grazie all'impegno della Comunità Montana del Piambello e dell'Associazione "Amici della Badia", iniziative culturali ed appuntamenti musicali.

 

UBICAZIONE

Via Ugo Perego 3 - frazione Ganna, Comune di Valganna (VA).

Chiesa visitabile tutti i giorni 8.00 – 19.00.

 

Per approfondire

  • Padre Roberto Comolli, Monumenta gannensia, Lativa, Varese 2008.
  • Benigno Comolli, La Badia di San Gemolo in Ganna nell'ottavo centenario della dedicazione della chiesa in "Rivista della Società Storica Varesina", fasc. VI, pp. 122-134, Galli, Varese, 1960.
  • B. Comolli, R. Ganna, A. Lucioni, M. Luoni, A. Riganti, Monasteri Fruttuariensi nel Seprio, Macchione, Varese 2012.
  • La Badia di Ganna su Raitre.
  • San Gemolo, voce estratta da: Carpanetto D., Santi e patroni: dizionario biografico dei patroni di tutti i Comuni italiani e di altri Santi, De Agostini, Novara 2006.

Badia_di_Ganna_veduta_aerea

Il complesso monastico in una veduta aerea. Da: Itinerari: alleg. a Lombardia Nord Ovest, n. 3/2004.

 

Chiostro_pentagonale

Il chiostro pentagonale e il campanile.

 

Badia_ieri_e_oggi

Il chiostro pentagonale, ieri ed oggi. L'immagine d'epoca, presumibilmente risalente ai primi del '900, è tratta da Valganna.info.

 

Campanile

Il campanile, databile al XII secolo.

 

Dettaglio_torre_campanaria

Dettaglio del campanile: il particolare cromatismo ottenuto attraverso l'impiego della pietra locale.

 

Pozzo

Pozzo in pietra porfiroide rossa, posto all'interno del chiostro gotico.

 

Madonna_della_Misericordia

La Madonna della Misericordia, col Padre Eterno, angeli ed offerenti. Affresco della chiesa del complesso monastico eseguito da Guglielmo da Montegrino tra il 1471-84.

 

Cristo_Re

Cristo Re, affresco. Da: Frecchiami M., Badia di Ganna: restauri e richerche in "Rivista della Società storica varesina", fasc. VII, 1962.

 

Pianta_cronologica_Badia_Ganna

Pianta cronologica redatta in seguito ai restauri effettuati nella Badia nel 1960. Da: Frecchiami M., Badia di Ganna: restauri e ricerche in "Rivista della Società storica varesina", fasc. VII, 1962, pp. 121-128.