SASSO DI BOL - MARZIO

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Il Sasso di Bol, posto a circa 982 metri di altitudine, è un masso erratico in porfido, pietra quest'ultima appartenente alla successione rocciosa oggi nota come "Formazione porfirica del Varesotto", costituitasi tra 280 e 230 milioni di anni fa.

 

I massi erratici, detti anche "massi trovanti", non sono altro che grossi blocchi rocciosi trascinati a valle da un antico ghiacciaio e rimasti poi isolati, in alcuni casi anche a chilometri di distanza dagli affioramenti originari, dopo lo scioglimento dei ghiacci. Numerosi sono i massi erratici che si trovano ancor oggi nella pianura Padana anche se molti sono stati utilizzati in passato per ricavarne pietra da costruzione.

 

Il Sasso di Bol, posizionato alle falde del Monte Piambello assieme a numerosi massi erratici minori, si contraddistingue per le imponenti dimensioni e la particolare posizione, che offre un'ampia visuale sul lago Ceresio. 

 

COME RAGGIUNGERE IL SASSO DI BOL

Per raggiungere il Sasso di Bol, si consiglia di parcheggiare l'auto nel piccolo spiazzo situato a Marzio, lungo la Strada Provinciale 41, all'altezza dell'incrocio con via Madonna degli Alpini. Da qui ci si incammina lungo il sentiero che parte a destra di una piccola casa in pietra.

 

Ubicazione_Sasso_di_Bol

Estratto della Carta Tecnica Regionale, © Regione Lombardia. Rielaborazione Maria Faccioli.

In azzurro è evidenziata la porzione di sentiero che bisogna percorrere per raggiungere il Sasso di Bol. La camminata che porta al solo Sasso di Bol è di media difficoltà e ha una durata di un'ora e mezza circa, tra andata e ritorno. Il masso erratico non è posizionato a ridosso del sentiero: per raggiungerlo è necessario, dopo un chilometro circa di camminata, abbandonare la pista battuta e inerpicarsi, sulla propria sinistra, verso il complesso litico, ben visibile soprattutto quando la faggeta circostante non è in piena vegetazione.

Una volta raggiunto il Sasso di Bol, è possibile tornare sul sentiero e proseguire la camminata in direzione della cima del M.te Piambello e ai manufatti della Linea Cadorna.

 

PER APPROFONDIRE

  • Un interessante articolo sui massi erratici apparso sul n. 1/2008 della rivista Focus.

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Sasso di Bol: i gradini scavati nella roccia. Foto di Osvaldo Mussini.

 

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Diverse prospettive del masso erratico.

 

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Scorcio delle Alpi svizzere, dal Sasso di Bol.