MINIERA DELLA VALVASSERA - VALGANNA

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In tutta la zona interessata dal granofiro, sono presenti mineralizzazioni di piombo e argento che in molti casi hanno assunto importanza economica e sono state oggetto di sfruttamento minerario. La formazione dei filoni metalliferi è da ascrivere alla deposizione di elementi contenuti in fluidi idrotermali associati agli ammassi di magma in profondità. La deposizione avviene all’interno delle fessure generate dalla contrazione della roccia magmatica in seguito al raffreddamento.

La tradizione locale vuol far risalire la miniera di Valvassera in epoca romana, tuttavia non esistono argomenti validi che corroborino questa tesi.

Le prime notizie sulla miniera della Valvassera risalgono al 1830-40 quando un privato, attirato dai resti di antiche gallerie, iniziò una coltivazione in piccola scala e limitata ad un solo livello. Nel 1862 Vinasque Baglioni, diventato concessionario del giacimento, ampliò le escavazioni garantendo la realizzazione di due pozzi di circa 9 m di profondità. Furono così scoperti il deposito "San Carlo" e il filone "San Gemolo" (lungo 100 m ca.). La mancanza di capitali per il proseguimento dei lavori esterni, convinse Baglioni nel 1870, ad entrare in società con la ditta Barboglio, che pochi anni dopo divenne unica proprietaria della miniera.

Con Barboglio, fu ampliato l'intero complesso delle strutture esterne, con la realizzazione di impianti più moderni e di un unico grande edificio in prossimità dell'attuale statale 233, comprendente magazzino, fucina, falegnameria, stalla, laboratorio chimico, grande pesa, cucine e dormitorio, al pianoterra, e alloggi e uffici amministrativi al piano superiore. Fu inoltre costruito un bacino di raccolta delle acque torrentizie impiegato per la decantazione del materiale estratto e come fonte energetica. Si sistemò una diga in pietra, indispensabile al contenimento degli scarichi delle escavazioni. L'intera coltivazione era circondata da un muro di cinta che dalla strada statale si estendeva sino alle pendici del Monte Martica, delimitando così un enorme piazzale adibito poi a laveria. Nelle immediate vicinanze dell'area estrattiva erano coltivati a bosco estesi appezzamenti di terreno, il cui legname era utilizzato per alimentare i forni e per armare le gallerie. Grazie al buon andamento dei prezzi del piombo, il minerale estratto dalla Valvassera veniva acquistato da grandi industrie di La Spezia, Padova e Genova, ma il crollo del mercato metallurgico europeo, tra Ottocento e Novecento, ne cagionò ben presto la temporanea chiusura.

La miniera fu oggetto di diversi passaggi di proprietà, abbandoni e riaperture: tra i proprietari vi furono l'ingegnere tedesco Schmidt, i varesini Comolli e Magnoni, l'impresa milanese Girola: quest'ultima costruì una moderna laveria gravimetrica per la decantazione dell'estratto e una teleferica lunga 850 m, capace di trasportare 50 t di materiale al giorno. La conduzione della società milanese si protrasse sino al 1935, anno di interruzione delle attività estrattive. La miniera tornò in attività tra 1943 e il 1965 grazie alla società MI.RI.VA (Miniere Riunite Varesine): al momento della definitiva cessazione delle attività per fallimento finanziario, l'intera coltivazione della Valvassera comprendeva un totale di circa 4 km di gallerie e un sistema di trasporto decauville composto da quattro carrelli trainati da un locomotore a benzina dalla potenza di 16 cavalli.

Oggi sono visibili le rovine del complesso per la lavorazione del materiale, la cabina elettrica, gli uffici e le case abbandonate adibite un tempo a magazzini e abitazioni per i minatori. La pineta e i boschi circostanti, di proprietà della miniera, servivano a fornire il legname per le travi con cui si erigevano le armature nelle gallerie.

 

Ubicazione : Località Valle Castellera – Valganna (Va)

COME RAGGIUNGERE LA minierA

La miniera è segnalata da una palina (Foto B) posta lungo la SS 233 (Varese-Valganna-Ponte Tresa), all'altezza di Ganna (Foto A). Da quel punto ci si incammina lungo un sentiero (Foto C) che conduce in prossimità dei resti. Giunti in prossimità della pineta (Foto D e Foto E), sulla propria destra sono visibili i ruderi delle abitazioni e degli uffici (prestare la massima attenzione, visto il cattivo stato di conservazione degli edifici!). Si torna sul sentiero principale, che prosegue verso ovest (Foto F): in breve si raggiungono i ruderi di una parte dei vecchi impianti per la lavorazione del metallo (Foto G). Si continua lungo il sentiero e si superano due cabine elettriche (Foto H): pochi passi di cammino e si imbocca, sulla sinistra, una via che permette di portarsi qualche metro più in alto rispetto al sentiero in cui ci si trova (Foto I). Dopo una breve salita, il sentiero torna in piano (Foto L) e, dopo, pochi metri, sulla propria sinistra, si nota la cima dell'impianto che si era superato più a valle (Foto M). Ancora qualche passo e si raggiunge un punto panoramico da cui si ammira il panorama sulla Valle Castellera e si vede un vecchio pilone della teleferica. La prima parte del percorso è conclusa ma se si desidera proseguire, c'è la possibilità di raggiungere la parte più antica della miniera: si torna, in questo caso, al punto raffigurato nella Foto I. Qui si era prima compiuta una deviazione verso sinistra: ora si tiene invece il sentiero principale (Foto N). Dopo aver camminato per pochi minuti ci si trova dinanzi un bivio: si prosegue il cammino sulla sinistra, in leggera salita (Foto O). Ancora, più avanti, si affronta un primo tornante, verso sinistra, in prossimità del quale sono visibili dei resti di muretto a secco (Foto P). Il secondo tornante, questa volta verso destra, si distingue per la presenza dei resti di una vecchia casupola (Foto Q).

Nel giro di breve, il sentiero si stringe fino a diventare una mulattiera fiancheggiata da brughi e giovani pini: numerosi sono anche gli affioramenti di roccia granofirica. Si oltrepassano due piccoli torrenti in cui scorre poca acqua; quando il sentiero torna ad allargarsi, si sente chiaramente il rumore del fiume, a valle, sulla propria sinistra. Sulla destra invece si incontra un muretto a secco che si estende per qualche metro (Foto R); quando si raggiunge il punto indicato nella Foto S, si sale a destra. In breve si arriva al guado su un torrentello che scende dal monte (Foto T: prestare attenzione alla scivolosità del fondo!). Dopo pochi passa si giunge ad una montagnola dove è visibile il materiale di scarto: la si oltrepassa, ed in breve si raggiungono, sulla destra, i vecchi forni e, a sinistra, uno dei diversi imbocchi della miniera.

 

ATTENZIONE:

NON AVVICINARSI ECCESSIVAMENTE AGLI IMBOCCHI DELLE GALLERIE NON PROTETTI!

NON OLTREPASSARE LE RECINZIONI!

NON INTRODURSI NEGLI EDIFICI PERICOLANTI!


cartografia

carta_miniera_ValvasseraMiniera della Valvassera. Dettaglio Carta dei sentieri 1:25.000 "Valceresio, Valganna, Valmarchirolo", Comunità Montana del Piambello, Arcisate 2012. Rielaborazione Maria Faccioli.

 

igm_valvassera
Miniera della Valvassera. Dettaglio Carta Tecnica Regionale, sezione "A4D3 - Valganna" e "A4DA Varese Nord", Regione Lombardia. Da: http://www.cartografia.regione.lombardia.it. Il cerchietto marrone indica il punto di partenza della passeggiata per raggiungere l'ex miniera.

Ruderi_lato_ovest

Ruderi_lato_sud

Ruderi delle abitazioni dei minatori e dei magazzini.

 

Pilone_della_teleferica

Pilone della teleferica automatica. Sullo sfondo, la profonda gola della Valle Castellera.

 

La_cabina_elettrica

La vecchia cabina elettrica.


Vecchio_capanno

Vecchio capanno posto all'interno della proprietà della miniera.

 

Forni_miniera_Valvassera

Forni per la riduzione del materiale.

 

Imbocco_miniera_Valvassera

Imbocco della miniera.


IMMAGINI DAL PERCORSO

valvassera

Foto A) Il punto di partenza del percorso da seguire per raggiungere la miniera è posto nel comune di Valganna, lungo la strada statale 233 Varese-Lavena Ponte Tresa.



partenza_perc_Valvassera
Foto B) Si consiglia di parcheggiare l'auto in prossimità della palina verde che indica la "Miniera Valvassera"



partenza_percor_Valsassera
Foto C) Inizio del sentiero



muri_ingresso_miniera_ValvasseraFoto D) Ingresso nella vecchia proprietà della miniera, recintata dai muri perimetrali.



pineta_miniera
Foto E) Tra i pini dell'attuale area picnic, si intravedono, a destra, i ruderi delle abitazioni e degli uffici.



Valvassera_1

Foto F) Proseguire lungo il sentiero principale.



impianto_di_lavorazione_del_minerale

Foto G) Sulla sinistra, si scorgono i ruderi di parte degli impianti per la lavorazione del metallo (foto da Valganna.info).



nuova_e_vecc_cabina

Foto H) Sulla sinistra del sentiero è situata una cabina elettrica recente. A destra, c'è invece la vecchia cabina.



deviazione_teleferica

Foto I) Sulla sinistra, vi è la deviazione dal sentiero principale, da imboccare.



fine_percorso

Foto L) Il sentiero torna ora in piano ed è costeggiato da brughi e betulle.



cima_impianto

Foto M) La cima dell'impianto incontrato più a valle appare sulla propria sinistra.


sent_principale_per_forni

Foto N) Riprendere il sentiero principale

1_BIVIO_VALVASSERA

Foto O) Al bivio, tenere la sinistra

2_primo_tornante_valvassera

Foto P) Primo tornante verso sinistra

3_secondo_tornante_valvassera

Foto Q) Secondo tornante verso destra

8_Valvassera

Foto R) Il muro a secco fiancheggia il sentiero, sulla destra

9_Valvassera

Foto S) Prendere la via sulla destra, in lieve salita

Guado_sul_torrente

Foto T) Il guado sul ruscello

10_Valvassera

Foto U) La montagnola dove si trova il materiale di scarto