CAVA DI ITTIOLO - BESANO

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Gli scisti del Monte San Giorgio sono ricchi di bitume, prodotto dalla decomposizione di materia organica e dotato di notevoli proprietà. Gli scisti di Besano, ricchi di resti di fauna fossile triassica, sono stati studiati dall'abate Stoppani che qui diresse alcune campagne di scavo tra il 1863 e il '78. La ricchezza di fossili non è la sola peculiarità degli scisti di quest'area: dalla lavorazione del bitume in essi contenuto, si può infatti ricavare un olio combustibile. Proprio per questo motivo, Besano, fra il 1774 e il 1790 fu luogo di ricerca di Giuseppe Valsecchi di Lecco, deciso a scoprire giacimenti di combustibili fossili che potessero alimentare le fornaci.

Altri scavi furono effettuati a Besano attorno al 1830, nell'ottica del progetto di estrazione di gas per l'illuminazione delle vie di Milano, attraverso il procedimento del francese Selligue. Nel 1842 esisteva già una miniera lunga 42 metri.

L'estrazione industriale dello scisto bituminoso fu però coronata da successo solo a partire dai primi del '900 con la produzione di saurolo, un unguento antisettico impiegato nella infiammazioni della pelle molto simile al già noto ittiolo, ottenuto invece dagli scisti bituminosi tirolesi. Durante le campagne d'Africa, il mercato bellico italiano era il maggiore cliente di questa produzione.

La roccia bituminosa estratta a Besano era trasportata nella fabbrica di Spinirolo (Meride), dove era distillato l'olio di scisto e raffinato il saurolo, con un metodo brevettato dalla Società Anonima Miniere Scisti Bituminosi di Meride e Besano. A Spinirolo erano distillate anche le rocce bituminose provenienti dalle cave svizzere del Monte San Giorgio. La storia del Saurolo ebbe però vita breve: la produzione diminuì durante la II guerra mondiale e la coltivazione in miniera fu sospesa nei primi anni '50.

Oggi le uniche testimonianze di questa antica attività sono rappresentate dalle cave alle pendici del Monte Orsa: al loro interno sono osservabili dolomie grigie, in genere con evidente struttura a lamine parallele, e rocce costituite da una fitta alternanza di lamine argilloso-bituminose nere e dolomitiche chiare, i depositi un tempo noti come "scisti bituminosi" o "ittiolitici".

 

Ubicazione: Località Rio dei Ponticelli / Bernasca – Besano (VA).

COME RAGGIUNGERE LA CAVA

Dal centro di Besano si parte alla volta di via Novella. Una volta imboccata quest'ultima, dopo poche centinaia di metri da percorrere su strada asfaltata in leggera salita, si incontra, sulla destra, un'ampia carrareccia che si diparte in direzione S/O. In questo piccolo spiazzo (Foto A) si deve lasciare l'auto per proseguire a piedi, proprio lungo la carrareccia. Dopo circa 20 minuti di cammino in salita (Foto B), si arriva ad un incrocio presso cui è posta una panca in legno sotto un vecchio castano (Foto C). Si imbocchi dunque la carrareccia che si stacca a destra, ad angolo retto, dal sentiero che finora si è seguito (Foto D). Dopo dieci minuti circa di passeggiata, si raggiunge un crocevia di sentieri, al cui centro si trova qualche albero e arbusto (Foto E). A questo punto si prende la sinistra e, dopo pochi passi, ancora a sinistra come indicato da un cartello (Foto F e G). Si procede infine per altri 10 minuti circa, sino a raggiungere le cave abbandonate, poste a monte del sentiero, su un fronte di circa 150 metri.


ATTENZIONE:

NON AVVICINARSI ECCESSIVAMENTE AGLI IMBOCCHI DELLE GALLERIE NON PROTETTI!

NON OLTREPASSARE LE RECINZIONI!

NON INTRODURSI NEGLI EDIFICI PERICOLANTI!


CARTOGRAFIA   

CARTA_CAVA_BESANO

Cava di Besano. Dettaglio Carta dei sentieri 1:25.000 "Valceresio, Valganna, Valmarchirolo", Comunità Montana del Piambello, Arcisate 2012. Rielaborazione Maria Faccioli


IGM_BESANO Vecchia cava di scisti bituminosi a Besano. Dettaglio Carta Tecnica Regionale, sezione A4D3 - Valganna e A4E3 - Porto Ceresio, Regione Lombardia. Da: http://www.cartografia.regione.lombardia.it, rielaborazione Maria Faccioli. Il cerchietto di sinistra mostra il punto di partenza della camminata che conduce alla cava.


cava_Besano_figura_Corbella

Il sentiero che porta alle cave. Immagine da: Corbella, R., Antichi sentieri della Valceresio: castelli, miniere, boschi sacri, Macchione, Azzate (VA), 1998. Rielaborazione Maria Faccioli.

Cava_di_ittiolo_Corbella

Ingresso alla cava; da Corbella, Comunità Montana Valceresio, Macchione, Varese 2001.

 

Prima_cava_Besano

Ingresso alla prima cava.

 

Seconda_cava_Besano

Seconda cava.

 

Terza_cava_Besano

Terza cava.

 

 


 

 

 


IMMAGINI DAL PERCORSO

La passeggiata che conduce alla cava ha la durata di un'ora circa e si svolge quasi interamente in salita.

besano Foto A) Via Novella, a Besano. Si lasci qui l'auto per intraprendere il cammino lungo la carrareccia che si scorge sulla destra.


besano2

Foto B) Il percorso, appena superato il primo tornante verso sinistra. Sulla sinistra si vede un cartello che indica il cosiddetto "Sentiero dei fossili".



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Foto C) La panca sotto al castagno, in prossimità del primo incrocio.



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Foto D) La carrareccia da imboccare, al primo incrocio.



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Foto E) A questo crocevia, si tenga la sinistra e si proceda ancora in salita.



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Foto F) A questo bivio, si tenga la sinistra, come suggerisce il cartello bianco e rosso (dettaglio alla Foto G).

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cartello_cava_Besano

Foto G) Il cartello che  indica la "miniera".